La Storia

Il grano Senatore Cappelli è una varietà di grano duro che ha origini molto antiche. Il grano duro (Triticum durum Desf), differisce dal tenero (Triticum aestivum) per molti aspetti primo fra tutti quello di fornire, con la sua lavorazione, le cosiddette semole, ovvero farine a grani grandi “giallastre” usate prevalentemente per la produzione di pasta; dal grano tenero invece si ottengono le farine, denominate “00”, “0”, “1”, “2” o “integrale” a seconda del livello di macinazione e raffinazione, e utilizzate solitamente per la preparazione di prodotti lievitati quali pizze, pane e dolci.

Questa varietà di grano duro prende il nome dal Senatore Raffaele Cappelli, che nei primi anni del Novecento permise al genetista italiano Nazareno Strampelli di effettuare delle semine sperimentali su dei campi di sua proprietà in Puglia. Strampelli selezionò e incrociò grani duri autoctoni del sud d’Italia con quelli provenienti da altri paesi del Mediterraneo e, nel 1915 selezionò una varietà autunnale con buone qualità di adattabilità e adatta alla pastificazione, ottenuta della varietà locale tunisina. Nel 1923 questa qualità di grano prese il nome del Senatore.

In un periodo storico in cui la produzione cerealicola nazionale non riusciva a supportare i fabbisogni interni giornalieri, questa varietà risultò essere la risposta a molte delle ansie degli agricoltori durante i primi anni ’20, consentendo di ottenere semole di alta qualità e di aumentare le rese di oltre 1/3 rispetto a quelle del periodo.

La pianta di grano Cappelli, è dotata di ariste scure e ben evidenti, ed ha un'altezza di circa 1.80 m, molto superiore a quella del grano comune. Si caratterizza per la sua varietà di chicchi molto duri, che garantiscono poi la produzione di pasta con ottima tenuta di cottura. La semola, inoltre, presenta un’elevata digeribilità e contiene percentuali maggiori di proteine rispetto ai grani più moderni, oltre che importanti concentrazioni di lipidi, amminoacidi, vitamine e sali minerali. Questa varietà di grano ebbe grande successo tra gli agricoltori italiani nonostante fosse alta e suscettibile all’allettamento (il fusto con pioggia e vento tendeva a piegarsi rendendo più difficili le operazioni di raccolta).

Negli anni ’70, il frumento scomparve quasi totalmente dalle tavole a causa dell’avvento del Creso, una varietà di grano duro ottenuto mediante le moderne tecniche di mutagenesi, ovvero di selezione mediante irradiazione di radiazioni nucleari. Questo nuovo grano, attualmente il più diffuso e usato, si caratterizzava per la forte adattabilità ad ambienti diversi garantendo così una resa elevata e risolveva i principali inconvenienti di tipo agronomico che i produttori dovevano fronteggiare con il grano Senatore Cappelli.

Il grano Senatore Cappelli lo si può ritenere a tutti gli effetti un grano antico in quanto, rispetto alle varietà attualmente in commercio, non è stato contaminato da processi di modificazione artificiale (raggi x, gamma, alfa e beta) ma deriva da una tradizionalissima selezione genealogica che garantisce una minor predisposizione ad allergie e intolleranze, oltre che alla assenza di mutazioni forzate.